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L'Universo e la Fisica Quantistica

Vivere la Realtà Quantica

20 novembre 2024 · di Francesco Mercuri
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Il termine Quantistico deriva dal concetto di “quanto” introdotto nel 1900 da Max Planck.

Mentre nella fisica classica ad ogni istante noi possiamo misurare la posizione di un certo oggetto in movimento, la sua velocità, la sua energia. Non è così nella meccanica quantistica: gli oggetti “quantistici”, (atomi, elettroni, quanti di luci etc. ) si trovano in alcuni “stati indefiniti”.

Soltanto all'atto della misurazione fisica si può ottenere un valore reale; ma finché questa misura non viene effettuata, l'oggetto quantistico rimane in uno stato che è “oggettivamente indefinito”.

Esso descrive solo una “potenzialità” dell'oggetto, contiene l'informazione relativa ad una rosa di varie possibilità ciascuna con una probabilità di divenire reale ed oggettiva soltanto nell'atto della misura.

In meccanica quantistica, non possiamo conoscere precisamente la posizione e la velocità dell'oggetto in quell'istante, e questo per il principio di “indeterminazione” di Heisenberg.

Gli “Stati quantici ”sono elementi che si trovano in uno spazio astratto definito “spazio delle possibilità”.

Gli Atomi sono delimitati da elettroni, che viaggiano ad una velocità di circa 900 km al secondo e ne definiscono il volume.

Se consideriamo un atomo di idrogeno, l'elettrone è così veloce che non può essere localizzato in un punto, ma appare distribuito in una “nuvola elettronica”.

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LA FUNZIONE D'ONDA

Questa distribuzione spaziale viene chiamata “funzione d’onda”. Quest’ultima rappresenta una densità di probabilità di rilevare l’elettrone ad un certo punto.

La funzione d’onda non ha un supporto materiale perché essa stessa rappresenta e costituisce la materia; è una sorta di vibrazione da cui noi possiamo ottenere delle previsioni in termini probabilistici.

In meccanica quantistica, l’elettrone non avrà una posizione definita, ma avrà una varietà di posizioni possibili, descritta appunto come “funzione d’onda”.

All’atto della misura, l’elettrone verrà rilevato solo in un punto tra quelli possibili, ovvero la “funzione d’onda” collaserà in quel singolo punto.

La fisica non è in grado di prevedere quale punto sarà scelto, cioè è incapace di spiegare perché un punto viene preferito ad un altro,e quindi sembra essere presente un elemento casuale, la famosa indeterminazione: inquanto non è possibile prevedere quale valore effettivo si avrà all’atto della misura, vi è quindi una indeterminazione.

Da questo deriva che è l’osservatore che costringe la natura a rivelarsi in uno dei suoi possibili valori, e questo è determinato dall’osservazione stessa, cioè non esiste prima che avvenga la misurazione.

Questa affermazione può sembrare bizzarra, ma ha una sua validità molto più profonda di quanto si possa immaginare. La meccanica quantistica, quindi, introduce due elementi nuovi ed inaspettati rispetto alla fisica classica.

Il primo è l’influenza dell’osservatore che costringe lo stato a diventare un autostato, cioè la figura dell’osservatore come parte del sistema fisico osservato; il secondo, la casualità nella scelta di uno tra i diversi possibili autostadi , ognuno con una propria probabilità.

Quindi occorre la “Coscienza umana” affinché uno Stato possa rivelarsi e collassare in un autostato.

Negli anni 90, Rarity e Tapster condussero un esperimento dove un laser emetteva un fotone, cioè un quanto di luce, il quale venne diviso in due fotoni di energia dimezzata da un dispositivo chiamato convertitore, verso le basse frequenze.

I due fotoni gemelli poi vennero allontanati tra di loro: Ebbene, l’esperimento evidenziò che restava comunque una correlazione tra i due fotoni, anche se lontanissimi tra di loro, cosicché una misura effettuata su di uno dei due fotoni poteva alterare lo stato dell’altro.

I due fotoni erano interconnessi attraverso un fenomeno chiamato “Entanglement”.

L’idea che il mondo esiste in uno stato definito non era più sostenibile, la teoria quantistica svela un messaggio interamente nuovo: la realtà è in parte creata dall’osservatore!

Il fenomeno dell’Entanglement viola il “principio di località” per il quale ciò che accade in un luogo non può influire immediatamente su ciò che accade in un altro.

L’Entanglement viene così definito: due particelle vengono lanciate in direzioni opposte se la particella A durante il suo tragitto incontra una carica magnetica che la devia in direzione verso l’alto, la particella B, invece di continuare la sua traiettoria in linea retta, devia contemporaneamente la direzione verso il basso assumendo un moto contrario alla sua gemella.

Questo esperimento dimostra che le particelle sono in grado di comunicare tra di loro trasmettendo ed elaborando informazioni e che la comunicazione è istantanea.

La fisica quantistica ci conduce ad abbandonare la descrizione della fisica classica deterministica, per arrivare a una descrizione probabilistica in cui gli stati e le proprietà del mondo microscopico non sono determinati a priori intrinsecamente, ma acquisiscono una realtà solo se vengono misurati o se entrano in contatto con altri oggetti.

“Considero  la Coscienza fondamentale, considero la materia come un derivato della Coscienza”.

Così scriveva Max Planck, egli pensava che la coscienza fosse un fondamentale e che la materia fosse un derivato della coscienza. Coerentemente con l’intuizione di Planck, prima citata, dobbiamo vedere la materia e l’energia come aspetti complementari di campi di informazioni che emergono dalla coscienza, che è la fonte e il fondamento di tutto ciò che appare.

Come una presenza universale e ubiquitaria, la coscienza è la variabile nascosta nel cosmo, che a vari livelli dirige e partecipa a tutti gli eventi quantistici.

Secondo il pensiero di Schrödinger altro padre fondatore della fisica quantistica, la coscienza individuale è una con la Coscienza Universale, come la goccia d’acqua è una con l’oceano.

In questo processo la ricerca deve essere multidisciplinare e forse un giorno gli scienziati dovranno riconoscere, come i mistici, di tutte le tradizioni spirituali, che nella coscienza si possono trovare le cause del nostro destino, della malattia e le fonti della guarigione.

Una strada che abbiamo intenzione di percorrere, dato che è in atto un cambiamento di paradigma.

Stiamo assistendo ad uno sviluppo della coscienza in cui i fenomeni extrasensoriali sono sempre più integrati nella vita di tutti i giorni, facenti parte del bagaglio spirituale dell’uomo comune: di ciascuno di noi.