Joseph Murphy è stato un grande maestro dell'arte della manifestazione, e ha condiviso con noi numerose tecniche per creare la realtà che desideriamo.
La maggior parte delle sue strategie si basa sulla visualizzazione e sulla riprogrammazione del nostro subconscio.
Nel libro “Il potere della tua mente Subconscia” Joseph Murphy sottolinea l'importanza di avere un cuore riconoscente, poichè questo ci avvicina alle forze creative dell'universo, attirando numerose benedizioni.
Una delle parole sulla quali dobbiamo assolutamente riflettere è “Grazie”.
La cosa che stupisce, nell'atto di ringraziare, è che il mondo non cambia, siamo solo noi che cambiamo.
Con la nostra volontà di riconoscere e di lasciar andare qualunque cosa che ci abbia feriti, e ringraziare per tutto ciò che abbiamo e che non è scontato, quest'atto ci fa stare bene, il mondo comincia a sembrare diverso e noi acquisiamo più forza e salute.
Questo cambiamento di prospettiva può avere un effetto significativo sulle nostre vite, aiutandoci ad attrarre di più ciò che desideriamo perché la pratica della gratitudine, come vedremo, è connessa alla legge della risonanza.
Questa legge afferma che attiriamo ciò su cui ci concentriamo, sia positivo che negativo.
Quando ringraziamo per quello che abbiamo, riconosciamo il valore delle nostre esperienze, anche quelle difficili.
Questo ci aiuta a crescere interiormente e ci permette di affrontare la vita con una prospettiva diversa, più aperta e positiva.
È come se curassimo il nostro giardino interiore,rendendolo fertile per il futuro.
In questo senso è un po’ come una profezia che si autoavvera. Più siamo grati, più abbiamo motivi per esserlo, creando un meraviglioso circolo vizioso.
Non si tratta di negare le difficoltà ma di trovare qualcosa di positivo anche nelle situazioni più complicate.
Quindi la prossima volta che ci sentiamo giù, proviamo a fare un elenco mentale di tutte le cose per cui dobbiamo essere grati. Pian piano l’umore migliorerà e ci sentiremo più leggeri. La gratitudine è profondamente legata al nostro subconscio perché quando ringraziamo, proviamo questi sentimenti, non stiamo solo pensando a qualcosa di bello ma stiamo riprogrammando il nostro subconscio, gli stiamo insegnando a focalizzarci sul positivo, ad aspettarci il meglio dalla vita.
E un cambiamento di prospettiva che col tempo diventa automatico. Il nostro subconscio inizia a cercare opportunità, soluzioni e motivi per essere felici.
Per quanto riguarda il Karma, la gratitudine agisce su due livelli.
Innanzitutto, come abbiamo detto, influenza le nostre vibrazioni attirando esperienze positive, in secondo luogo trasforma il modo in cui reagiamo agli avvenimenti; rimaniamo positivi anche di fronte ad una difficoltà, siamo meno inclini a reagire con rabbia o risentimento. Questo ci aiuta a non creare un nuovo Karma negativo, ma anzi, a trasformare le esperienze in opportunità di crescita, quindi la gratitudine è un sentimento potente che va ben oltre un semplice pensiero positivo.
Noi attiviamo anche un meccanismo nel nostro cervello che ci aiuta a focalizzarci su ciò che abbiamo invece di ciò che ci manca e vediamo il mondo sotto una luce diversa, piena di sfumature positive.
Questo cambiamento di prospettiva non è superficiale, ma va in profondità e come abbiamo già evidenziato, influenza il nostro subconscio.
Immaginiamo il subconscio come un giardino: I pensieri che coltiviamo sono i semi che piantiamo.
La gratitudine è un seme speciale perché genera un raccolto abbondante di felicità, serenità e ottimismo e il nostro subconscio si abitua a questa nuova frequenza.
Diventa un alleato prezioso che ci supporta nel trovare motivi per essere felici anche nelle situazioni difficili è quella parte di noi che lavora incessantemente in un background, influenzando i nostri comportamenti, le nostre emozioni e persino la nostra realtà percepita. Ma che succede esattamente a livello neurologico?
Quando proviamo gratitudine, il nostro cervello rilascia dopamina, un neurotrasmettitore associato al piacere e alla ricompensa.
Questo crea un circolo vizioso: più siamo grati, più dopamina viene rilasciata e più ci sentiamo bene.
E’ come se il nostro cervello venisse riprogrammato per focalizzarsi sul positivo, rendendoci più resilienti e aumentando la nostra capacità di affrontare le sfide.
Inoltre, anche a livello relazionale, ci sono dei cambiamenti sostanziali nelle nostre relazioni. Quando siamo grati, tendiamo ad essere più empatici, più generosi e più disposti a costruire legami significativi con gli altri. Questo perché ci aiuta a uscire dal nostro ego e a connetterci con qualcosa di più grande di noi stessi.
Infine, può aiutarci anche a manifestare i nostri desideri. Quando ci concentriamo in modo positivo su ciò che abbiamo già, inviamo un segnale potente all’universo, che risponde amplificando le energie positive.
E’ come se attirassimo a noi ulteriori cose per cui essere grati.
Per concludere, la gratitudine, è una pratica filosofica e spirituale profonda ma anche una strategia concreta per migliorare la nostra vita.
Coltivando la gratitudine stiamo investendo nel nostro benessere psicologico, nelle nostre relazioni e persino nella nostra capacità di manifestare i nostri sogni.
La gratitudine cambia la nostra percezione, il modo in cui vediamo il mondo.
Riusciamo anche a connetterci in modo positivo con gli altri, tendiamo ad essere più gentili, più comprensivi e più disposti ad offrire aiuto, questo crea un effetto domino di positività che si espande in modo sempre più ampio.
Infine, la gratitudine ci aiuta a vivere nel presente, quando siamo grati siamo completamente immersi nel momento, senza pensare troppo al passato, che non c’è più o al futuro che deve ancora esserci.
Questo ci permette di apprezzare la bellezza e la ricchezza della nostra vita proprio adesso: nel Qui ed Ora.
